LAGHETTO 2014

Il primo ciclo annuale completo è finito ormai da un mese, in questo articolo vorrei descrivere gli eventi più significativi, molto molto soddisfacenti anche se la “naturalizzazione” dell’habitat ancora è lontana.

I primi due mesi dell’anno sicuramente sono i più “sterili”, così un giorno di fine Febbraio ne ho approfittato per eliminare un pezzo di antiestetico cemento dal bordo vasca, creando una aiuola indipendente; ormai “a buio”, rimettendo gli attrezzi in garage, ho sentito un improvviso e fragoroso gracidio, subito armato di torcia non sono riuscito a scorgere niente. E’ stata una bella emozione, da lì ogni sera, ormai consapevole che le raganelle (Hyla intermedia) erano arrivate lì per riprodursi, almeno i maschi, le femmine non avrebbero tardato ad arrivare, ma sicuramente senza farsi sentire.

Pochi giorni dopo, verso il 10 di Marzo, ho fatto qualche foto, anche al mitico “cantante”.

Lymnaea stagnalis adulta (autoctona), arrivata piccola o sotto forma di uovo con le piante.

La salcerella sta ripartendo alla base della vecchia parte aerea ormai secca da mesi.

Finalmente lui, nascosto sulla sponda meno accessibile, dove spesso riposa sui germogli di iris palustre.

Uno dei cuscinetti di sfagno che si sono ben formati nella torbiera.

Carex pendula, Tulipa sylvestris e Arisarum proboscideum in alto, piante donatemi da un caro amico appassionato; purtroppo ad oggi credo sia sopravvissuto solo il carice.

La notte è fatta per cantare. Hyla intermedia, maschio.

Verso fine Marzo avevo notato che il trifoglio fibrino aveva iniziato a fiorire, così una sera, appena rincasato, ho fatto un sopralluogo con la torcia, osservando i meravigliosi piccoli fiori per la prima volta in vita mia.

Subito dietro uno strano movimento sul basso fondale e… STUPORE!!! Una coppia di tritone crestato in intimità, più in la altri due esemplari di sesso opposto, ma la luce artificiale li disturba, così riesco a fare poche foto. Intanto la femmina.

E il maschio.

Nei giorni successivi finalmente noto le prime ovature di raganella.

Noto anche uova di tritone, ma quel bianco non mi suggerisce nulla di buono, infatti ho poi appreso che quelle col “pallino” bianco sono sterili.

Uova di tritone prossime alla schiusa.

Dopo aver portato in superficie un uovo per fotografarlo l’ho perso di vista, poi ho capito il perché: semplicemente non c’era più, ma ormai al suo posto c’era “solo” una goffa larva che sbatteva in ogni dove. Larva appena nata di tritone crestato, Triturus carnifex, inferiore al centimetro di lunghezza, credo.

Negli stessi giorni le piante, e purtroppo anche le alghe filamentose, hanno iniziato a “muoversi”, qui sotto il nannufero (Nuphar luteum) fa partire due bocci dalla rosetta invernale.

Con grande gioia vedo che i turioni di morso di rana (Hydrocharis morsus ranae) hanno iniziato a vegetare, tornando in superficie sotto forma di belle piantine (al centro).

La menta acquatica e l’equiseto palustre emettono nuovi germogli.

Un turione di morso di rana ha passato l’iverno quasi fuori dall’acqua, ma ce l’ha fatta a risvegliarsi.

La mestolaccia (Alisma plantago aquatica) è ormai molto vigorosa (gli steli floreali dell’anno precedente sono ancora in piedi).

Verso il 10 di Aprile sono stato a trovare un amico esperto e coltivatore di piante palustri, acquistando qualche “novità” e ricevendone in regalo qualche altra delle quali discutevamo da tempo.

Leucojum aestivum (campanellino estivo, cultivar).

Solanum dulcamara (pomodoro palustre).

Thalictrum aquilegifolium.

Peucedanum palustris (messa in torbiera e persa a metà stagione).

Euphorbia palustris.

Veronica beccabunga.

Samolus valerandi.

Lo spazio esterno alla vasca ottunuto con l’asportazione di cemento superfluo, ospita Lysimachia nummularia, Allium suaveolens e Isolepis cernua; l’umidità viene in parte apportata da una corda interrata, immersa in acqua all’altra estremità, visibile in fondo nella foto, mascherata da un rametto.

Isolepis cernua.

Allium suaveolens (commestibile).

Il trifoglio fibrino continua a fiorire.

Una larva di raganella sta per farsi la prima nuotata.

Una larva di raganella ai primi giorni di vita.

Il trifoglio fibrino piantato in torbiera è rigoglioso, ma contrariamente alle aspettative non produce fiori, mentre quello a dimora semisommerso in argilla va molto meglio. Comunque un po’ di verde che ospita varie scene di vita quotidiana.

Siamo a fine Aprile, ormai le prime larve di tritone cacciano zooplancton in sospensione nell’acqua più profonda, dove possono controllare al meglio che non ci siano predatori invertebrati, tipo notonette, ditischi, larve di libellula eccetera. Nella foto almeno 6 larve di tritone.

Il nannufero in piena fioritura, la ninfea bianca produce le prime foglie.

Dal vecchio “pane” di menta acquatica ormai morta è cresciuta questa pianta, credo sia una specie di giunco, probabilmente alloctona.

La fioritura.

Un maschio di raganella apprezza la nuova aiuola ancora spoglia (in alto a sinistra).

Il Carex pendula sta fiorendo.

Il “coltellaccio” è fiorito.

L’osmunda regalis genera le prime foglie.

Brasca crespata, Hyla intermedia, Nymphoides peltata e stelo di Myriophyllum.

Larva di tritone con in primo paio di zampe, fotografato in vaschetta.

In ambiente.

Ranuncolo peltato.

Qualche fioritura.

Iris palustre.

Metà Maggio, larva di damigella fotografata in vaschetta.

Notonetta fotografata in vaschetta.

L’assenza di apparato alare ci indica che si tratta di una larva.

Larva di tritone con ormai tutte e quattro le zampe ben formate, ma non del tutto.

Alla base del campanellino estivo (con i frutti quasi maturi) riesco a fotografare un bel predatore che ho notato saltuarialmente, una piccola biscia dal collare (Natrix natrix).

Stessa immagine ingrandita.

Una damigella appena sfarfallata dal vecchio involucro da larva, ferma al sole completa la metamorfosi irrorando bene i vasi linfatici, ancora di un pallido colore che presto verrà sostituito da sgargianti livree.

Fine Maggio, da qualche giorno dopo tanto ho individuato due girini di raganella, credo siano gli unici superstiti (per poco), a causa della massiccia presenza di insetti predatori, moltiplicatisi a dismisura durante l’estate precedente, indisturbati da predatori maggiori, quali saranno, quest’anno, i piccoli tritoni.

Una lucertola mi sgattaiola tra i piedi, poco dopo vedo uno spruzzo d’acqua, poi realizzo che è lei che ha catturato una larva di libellula molto grossa, si allontana guardinga tenendomi d’occhio, inghiotte la preda solo quando mi allontano.

Notonetta immobile sotto il pelo dell’acquua in attesa di una preda.

Notonetta con preda tra le zampe.

Altro temibilissimo predatore invertebrato, il ditisco.

Notte di metà Giugno, una libellula ha appena abbandonato l’esuvia, l’indomani sarà una rossa predatrice dei cieli.

Sequenza della schiusa di un altro esemplare (ebbene si, stava tutta lì dentro).

Una grossa lumaca al pascolo in torbiera.

Piccola larva d libellula (in vaschetta).

Un simpatico verzellino si avvicina all’acqua per bere, posandosi su di un tronco semi sommerso, non curante della mia presenza.

Per la serie “anche le ludwigiee fioriscono”.

Luglio, il pratino ha iniziato a fare un po’ di colore, anche l’acqua purtroppo, un po’ per la torba che si riversa in acqua durante le piogge abbondanti, un po’ per le alghe gialle/marroni che prolificano essendoci ancora poche piante sommerse.

Una decina di specie di piante.

Un piccolo tritone ferito, non capisco da cosa; non l’ho più visto.

Agosto, damigella adulta, specie che non avevo mai notato, pubblicando le foto mi hanno scritto che potrebbe essere abbastanza rara, ma senza maggiori particolari sulla parte terminale dell’addome è impossibile determinarlo.

Per la serie “anche la brasca crespata fa aria”.

Primi di Settembre, larva di tritone in cerca di invertebrati da sgranocchiare.

Stupore! Abbasso lo sguardo e noto un subadulto ormai privo di branchie, pronto ad affrontare la vita terrestre.

Altro esemplare.

Un altro.

Un altro ancora.

La nuova aiuola è molto rigogliosa, l’aglio sta per fiorire, da qualche giorno ho notato una rana verde che si apposta tra la vegetazione, pronta a saltare prima che possa inquadrarla.

Larve e subadulti belli cresciuti in caccia anche di giorno, su cuscini di Chara (alga pluricellulare immessa), che ormai ha preso campo, rendendo l’acqua sempre più trasparente.

Libellula in volo.

Ancora un individuo pronto ad incamminarsi, fantastica livrea. Foto inserita nella galleria tassonomica del popolare sito “Naturamediterraneo”.

Un fratellino. Le alghe gialle ricoprono le piante sommerse.

Purtroppo il 19 Settembre 2014 si è abbattuto un violento temporale con grandine in questa zona, danneggiando pesantemente abitazioni, coltivazioni, automobili, boschi ecc., quindi non mi posso certo lamentare, avendo subito solo poche centinaia di euro di danni; cito l’evento per documentare la reazione di questo piccolo ambiente, ma ricordando che molte persone stanno ancora lottando per i gravi danni subiti.

La zona più verde sembrava un mojito, con ghiaccio e fogliame tritato che galleggiavano.

Al centro molta erba strappata dalla grandine, portata dalla furia del vento, ma è evidente che le piante ormai si sono adattate e non tarderanno a riempire il volume d’acqua.

L’aglio palustre ha perso la fioritura.

Nei giorni successivi scorgo addirittura un rospo comune in acqua.

E riesco a fotografare la rana verde (in alto a sinistra).

Successivamente non ho fatto altre foto di importanza rilevante, le prossime che posterò riguarderanno il risveglio vegetativo dell’anno in corso. Al momento sono più che soddisfatto per come stanno andando le cose.

Per eventuali domande non esitate a lasciare un commento. Grazie per l’attenzione, ciao a presto.

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8 thoughts on “LAGHETTO 2014

  1. Caro Jerry, dalla creazione del laghetto, da tutte le migliorie apportate e dai bei risultati che sicuramente miglioreranno, da quello che hai pubblicato, leggo in tutto questo una grande passione ed entusiasmo. Continua.

  2. Ciao Jerry, complimenti , non solo per le foto (bellissime) ma anche per la passione che metti in tutte le cose che decidi di fare e con risultati direi….. direi….stupefacenti, ciao ai prossimi resoconti, fabrizio.

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