PARCO DELLA MAREMMA (GR)

E’ ora di sbloccare questo Blog! Ho una marea di articoli arretrati, ma prendo forza dall’ultima uscita.

E’ in programma una pubblicazione cartacea naturalistica, veniamo sollecitati a proporre foto di litorali, decido di fare un’uscita dedicata, cerco un ambiente che mi ispira e lo trovo: Spiaggia di Collelungo, all’interno del meraviglioso Parco della Maremma.

Dopo un paio d’ore di auto raggiungiamo il centro visite e faccimo i biglietti per la navetta, che ci porta nel luogo dove partono  sentieri, percorrendo una strada riservata in mezzo al bosco già molto molto selvaggio. Da località Pratini ci incamminiamo sul sentiero A2 LE TORRI: bosco, olivi secolari, zona umida, bosco, canale, ed infine le fantastiche dune.

Lasciandoci sulla destra la Torre di Castelmarino, troviamo a valle il Canale dello Scoglietto, meraviglioso specchio d’acqua allungato, originato dalla chiusura di un canale ad opera dell’avanzare della spiaggia. Il canale, e la torre sullo sfondo.

L’acqua del canale è incredibilmente limpida, per merito della Chara (alga pluricellulare) e piante presenti in acqua e sulle sponde, ambiente ideale per libellule e molti altri invertebrati, rettili e anfibi, ma purtroppo anche per animali invasivi originari di altre zone del mondo, che potrebbero compromettere il futuro dei nostri ecosistemi; ho visto moltissimi esemplari di persico trota e persico sole, immagino ci sia qualche altro alloctono, ma nonostante questo mi dicono che è ancora presente la Emys orbicularis, mentre di anfibi non ne ho visto nemmeno uno, immagino che in un ambiente così popolato sia impossibile sopravvivere per un girino. L’acqua è limpidissima, ma il massiccio strato di Chara impedisce alla luce di raggiungere il fondo.

Vegetazione estrema e legno morto dominano il paesaggio, dietro un promontorio ornato dall’ennesima storica torre di avvistamento, sullo sfondo l’Argentario.

Bei colori tenui per l’euforbia marittima in questa stagione (Euphorbia paralias), accompagnata da graminacee, e una meravigliosa superficie sabbiosa, ornata da impronte di animali selvatici da tutte le parti.

All’improviso mi viene segnalato un animale, vado a vedere e trovo una bellissima mantide religiosa, ciliegina sulla torta per il paesaggio che cercavo. Questo primo scatto esalta le caratteristiche dell’animale, anche se il paesaggio già si percepisce.

Allontanadomi di qualche centimetro ho cercato una foto più ambientata, è stata una faticaccia per la brezza marina che mi mandava il soggetto fuori fuoco (l’insetto s’è spostato da solo più in alto).

Una dedicata al medesimo scorcio.

Infine una verticale qualche metro più avanti.

Dopo un po’ ci siamo resi conto che si stava facendo la figura dei guardoni, acquattati tra la sterpaglia, scattando foto verso i loro corpi “particolarmente abbigliati”, così mi sono spogliato e ho fatto il bagno 🙂

Dopo una rilassante siesta ci siamo incamminati sulla parte terminale del sentiero ad anello, passando dalla Torre di Collelungo per poi arrivare di nuovo a Pratini, dove abbiamo atteso la navetta, e così via…

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