Primo Orto

Era tanto che ci pensavo, ma proprio tanto, però ero scoraggiato soprattutto dal fatto che ho un terreno pessimo dappertutto intorno casa, pesantissimo e totalmente argilloso.

Il verde mi piace, dai rampicanti, agli arbusti, le succulente e ultimamente anche carnivore e frutti, così, girovagando sulla rete, ho iniziato a trovare “edible landing” che alla lettera significa “paesaggio commestibile” inteso come giardino commestibile, “permacoltura” che è una filosofia che… diciamo armonizza l’ambiente facendo in modo che le varie attività si sostengano a vicenda riducendo il lavoro dell’uomo, il meraviglioso “orto in cassetta” permette di farsi la terra come si vuole senza dover dissodare o modificare il suolo originario, “orto lasagna” stratificato in modo che le radici si cercano quello che vogliono senza entrare in contatto con sostanze sgradite, le “simpatie” tra le specie che consentono di mettere a ridosso piante con esigenze diverse facendo in modo che non si sottraggano sostanze preziose per entrambe ecc..

Sarebbe consigliabile preparare l’orto in autunno, permettendo una buona “maturazione” del substrato, magari mettendosi da parte pian piano i vari elementi, ma come al solito mi sono deciso molto tardi, così sabato scorso sono stato a prendere le tavole per le cassette, non ho speso molto ma sarebbero andati bene anche dei bancali usati; successivamente sono stato al deposito della Publiambiente, l’azienda che si occupa della raccolta e riciclo rifiuti, per prendere del compost gratuitamente, ma il compost non c’era a causa della rottura dell’impianto di “vagliatura” “post maturazione”, non ci sarà per almeno un mese, così ho racimolato vecchio terriccio, vecchia torba sacchi e sacchettini, in sostituzione del compost; infine ho raccolto due bidoni di foglie secche e già in decomposizione dal campo della vicina, dove butta gli sfalci del giardino, e un po’ d’erba verde, anche troppa visto che poi ho letto che ne basta un trentesimo rispetto al “marrone”, dato che quest’ultimo è costituito in prevalenza da carboidrati utili, mentre il “verde” porta grandi quantità di azoto e possibile marcescenza. Inoltre, facoltativo, mi sono procurato scarti vegetali di cucina e un po’ di lombrichi per accelerare il processo di decomposizione, anche se già tra le foglie ce n’erano molti.

La sequenza del lavoro è questa:

Taglio incastri tavole

Posizionamento prima fila di tavole e due strati di cartone fino all’esterno bagnandolo molto bene, importantissimo

Primo strato “verde” ed acqua abbondante

Compost (che io ho sostituito con terricci di recupero), scarti vegetali, lombrichi, compost ed ancora acqua abbondante

Foglie molto molto abbondanti e acqua, ancora acqua

Altro strato “verde”, acqua, terriccio “buono” che accoglierà le giovani piantine

Infine, in mancanza di letame ben maturo, ho messo un po’ di stallatico pellettato, che più o meno ha le stesse proprietà, ed infine una bella innaffiata

Il cartone sul fondo impedisce alle erbacce di “risalire” gli strati e mantiene molto l’umidità, come anche l’abbondante innaffiatura di ogni strato.

Il prossimo passo sarà aggiungere materiale se lo spessore si ridurrà eccessivamente, magari compost gratuito, poi provvederò alla pacciamatura con paglia che trattiene l’umidità e impedisce che la luce raggiunga eventuali semi indesiderati nel substrato, poi, finalmente la piantumazione di piantine comprate o cresciute in casa al riparo dalle intemperie e parassiti molto aggressivi sui giovani germogli.

Le foto sono state scattate con la macchina sul cavalletto tramite un comando a distanza, sotto inserisco l’intera sequenza che forma un simpatico, a mio parere, video illustrativo (se c’avevo pensato prima veniva meglio).

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