STRETTI DI GIAREDO (Pontremoli, MS)

Bellissimo canyon che spacca in due un massiccio composto da diversi tipi di fantastica roccia: calcare selcifero, scisti,  macigno, diaspri e arenarie. Pareti alte più di 50 metri che in certi punti quasi si toccano. Percorso che risale il torrente Gordana per due chilometri o poco più, partendo dall’ingresso a valle degli stretti e arrivando alla diga di Noce di Zeri, per poi tornare indietro. Non a caso la zona di cui sto parlando è stata eletta SIC (Sito di Importanza Comunitaria).

Qualche anno fa partimmo in tre alla ricerca di questo posto, dopo averlo conosciuto tramite una rivista di escursionismo. Gli anziani del luogo, alla richiesta di indicazioni, ci scoraggiavano vivamente nel continuare la nostra esplorazione, in quanto ricordavano quella gola buia e inospitale, raccontavano quasi terrorizzati le esperienze che vi avevano vissuto da giovani ripetendo “Non ci tornerei per niente al mondo!”; inoltre, almeno tre persone, ci dissero di stare molto molto attenti nell’avvicinamento, poiché sarebbe stato facile imbattersi in numerose e mortali vipere. Con tutto il rispetto per chi è sopravvissuto in quei luoghi in tempi estremamente difficili, non nascondo che una volta riavviata la macchina ci siamo scompisciati dalle risate. Lo scorso anno ci sono tornato con amici torrentisti, sebbene sia stato difficile e non immediato convincerli che, pur non essendoci cascate da superare con le corde, sarebbe stata un’uscita molto appagante, sicuro che si sarebbero ricreduti. Avevo ragione: non solo sono rimasti a bocca aperta, ma ne è anche nato un articolino sul bollettino annuale del CAI Valdarno Inferiore e abbiamo organizzato un’escursione per tutti il 29 Luglio scorso (23 partecipanti). Fantastica giornata, anche se purtroppo durante l’inverno l’acqua ha depositato molti massi nelle pozze e corridoi più profondi, fino a formare più di due metri di spessore; l’obbligo di indossare la muta in neoprene completa si è rivelato superfluo, visto che raramente siamo stati “costretti” a nuotare.

Inserisco il link della mappa che ho creato su Google, dove è segnata la strada da Pontremoli, il parcheggio, l’ingresso e la diga, con indicazioni nelle note e punti d’interesse, segnati sulla carta in blu; successivamente le foto con didascalia, dove specifico l’anno e descrivo i cambiamenti che ha subito l’ambiente.

2012: gruppone in partenza dal parcheggio

2011: risalendo il Gordana

2011: Gia’ all’ingresso non si “toccava”

2012: si “toccava” eccome…

2012: l’ingresso da dentro, incastro perfetto

2011: qualche tuffo era consentito per la profondita’, spesso superiore ai due metri

2012: niente tuffi, ma male male non ci si stava comunque…

2011: sasso rosso sulla curva

2012: il sasso rosso dopo la curva

2011

2012: foto dalla parte opposta (a monte)

                                      2011: il più bel tratto a nuoto, anche se l’acqua stava iniziando ad “intorbarsi” inspiegabilmente

2011: Bello scorcio, roccia come prue di navi

2011: Sorpresa! questo grosso masso cavo che convogliava la forza dell’acqua tutta sulla sinistra ci scoraggio’ dal proseguire

2012: il grosso sasso cavo…

… ormai la cavità è sommersa dai detriti.

                                                                                          2011: l’ambiente si apre, ma non troppo

     2011: un altro tratto “da nuotare”

2012… riempito

2012: quest’anno abbiamo deciso di arrivare alla diga

2012: rana dalmatina

2012: la diga di Noce di Zeri

2012: la diga da sopra

2011: il ritorno dopo il sassone “quasi” insuperabile, la “gradinata” a triangolo sulla destra quest’anno spunta solo per poche decine di centimetri dai detriti

2011: …

2011: fantastica roccia

2011: un “gran” canyon

2011: …

2011: spettacolo…

2011: …

2011: osservazione

2011: sinuoso

2011: infine l’ingresso irradiato dalla luce solare

2012: molto “dulcis in fundo”, abbiamo trovato questo moscardino infreddolito, quasi paralizzato, tra i sassi lambiti dalla gelida corrente, così l’abbiamo portato fuori, dove subito si è arrampicato su un albero, il suo habitat naturale (la coda e’ innaturalmente mozza)

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: