Arrampicare all’Isola d’Elba

Finalmente è stato divulgato il bollettino CAI Valdarno Inferiore (Fucecchio), così, concessa l’anteprima, inserisco qualche articolino su esperienze fatte durante lo scorso anno, inizio copiando quello scritto da me sui giorni trascorsi all’Elba, un posto che merita di essere visitato non solo in estate.

Inserisco articolo, qualche foto,il link dell’album completo con didascalie, e consiglio, per chi vuol visitare quest’isola “arrampicando”, di portarsi dietro la guida “TOSCANA E ISOLA D’ELBA Arrampicate sportive e moderne”, scritto da Mauro Franceschini e Fabrizio Recchia, edito da Versante Sud.

Elba: un po’ mare, un Pomonte

Maschere, pinne, mute, corde, rinvii… curioso bagaglio? No, se si decide di raggiungere i parenti in vacanza a Pomonte: tranquilla località situata sulla costa sud-ovest dell’Isola d’Elba.

Tre giorni intensi, il primo dei quali iniziato con l’obiettivo di percorrere la via dei Gigli Martagoni sul monte s. Bartolomeo (437 m), a ridosso dell’abitato di Chiessi, a due km di strada dal nostro ‘campo base’. Un’ora di cammino tra vigne, muri a secco e macchia mediterranea sul sentiero CAI numero 3, con alle spalle il gradevole panorama su parte dell’arcipelago toscano e non solo: Pianosa, Capraia, Corsica… Arrivati alle rovine della chiesa di San Bartolomeo si apre lo scenario del monte Capanne, scendiamo lungo la falesia attrezzata arrivando all’attacco della via: placca granitica appoggiata quasi completamente coperta di muschio. Fedele alla descrizione. Sulla guida leggiamo: 5a, 4b, 4… “boh”, non è chiaro, il più ‘difficile’ è il primo tiro e lo passiamo; nel frattempo si è levato un vento incredibile, lo zaino fa da vela e su placca spesso priva di prese per le mani non è piacevole. La mareggiata è evidente: neanche una barca in mare, le onde schiumano già al largo. Decidiamo di abbandonare e andare a darci una rinfrescata nella placida baia di Marina di Campo con ‘quelli del campo base’, ma non senza aver prima assaporato la vetta, salendo la cortissima via ferrata a pochi metri dall’ultimo muro ancora in piedi dell’antica chiesina.

Il secondo giorno è trascorso tutto in famiglia: al mattino snorkeling al relitto navale a poche decine di metri dal nostro bilocale: circa 100 mt. a piedi e70 anuoto. Bella esperienza: acqua cristallina, occhiate, saraghi, strani pesci variopinti, cernie… si cernie, sono rimasto stupito anch’io, è la prima volta che le vedo crude. Pomeriggio di relax sulla spiaggia adiacente.

Il terzo giorno partiamo per la falesia del Ginepro, sulla costa dei Gabbiani: da Capoliveri ci facciamo 10km di strada bianca (in macchina) e 50 minuti di cammino con gli zaini stracolmi di attrezzature da mare, attrezzature da arrampicata, viveri e molti liquidi. È più che appagante trovarsi all’inizio di circa400 metridi spiaggia semideserta il 30 di Agosto, siamo 10 persone in tutto. Bagno, pranzo, arrampicata su roccia buona protetta benissimo con ferle e soste in acciaio inox, altro bagno e via, alle 21.00 abbiamo il traghetto per Piombino.

In passato ho trascorso molto tempo divertendomi sulla caotica Elba; questa volta (sicuramente non sarà l’ultima) mi sono divertito sull’”Elba che non c’è”, come mi piace chiamare questi posti, ignorati o sottovalutati dalla maggior parte dei visitatori di questa incantevole isola.

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