Fare foto (Lucca)

Inauguro ufficialmente la categoria foto descrivendo la mia ridicola “carriera”: nel 2005 ho acquistato la prima digitale, una compatta Canon Powershot A520 IS… o qualcosa del genere, grande pregio le impostazioni manuali; fino ad allora facevo foto ricordo con compatta a pellicola, era un terno al lotto con deludenti risultati, poi, uno scatto dopo l’altro, dopo l’altro, dopo l’altro, ho avuto la possibilità di capire meglio cosa non andava..

Premetto che, per come la vedo io, i grandi fotografi erano quelli “a pellicola”, quasi estinti; farsi le ossa era molto più dura: spese maggiori per scatti limitati, scegliere il rullino in base alla sensibilità necessaria, post produzione esclusivamente “a base di forbici”, ecc., per poi magari scoprire che un minuscolo insignificante granellino di polvere ha irreversibilmente rigato tutti i negativi.

La quasi simultanea “scoperta” dell’ambiente montano, ha contribuito a stimolare la voglia di portare a casa belle immagini. Belle immagini… almeno per me ogni volta ce n’erano alcune molto significative.

Col tempo ho sentito il desiderio di qualità e maggiori margini di scelta sulle impostazioni di scatto; a gennaio del 2010 ho acquistato la Canon 500d con obiettivo Sigma 18-50. A quel punto, spesi un po’ di eurini, ho ritenuto opportuno cercare di farli fruttare (a livello di soddisfazione personale) spendendone in confronto una minima percentuale per seguire un corso fotografico; mi sono pentito di non averlo fatto cinque anni prima.

Conoscere l’apparecchio fotografico, le sue funzioni, inquadrature, punti di interesse, tagli… solo con un taglio a modo ho realizzato che anche vecchie foto apparentemente prive di significato possono risultare molto interessanti.

Consiglio vivamente a chiunque sia appassionato di belle immagini, di seguire un corso di fotografia, cambia il modo di osservare e interpretare una scena, sicuramente è estremamente utile per scegliere l’apparecchio con cui catturarle.

Inserisco alcune foto da me scattate in occasione del corso, durante l’uscita fotografica a Lucca, commentando la tecnica, gli errori e il post produzione.

Vicolo a imbuto: le mura che convergono danno un ulteriore senso di profondità a quest’immagine.

Tecnica: per avere una visione a mio parere migliore sono salito su un piòlo come quello laggiù in fondo.

Errori: sfondo sovraesposto.

Post produzione: raddrizzamento linee cadenti* e taglio.

* Linee cadenti: la prospettiva causa un’inclinazione delle linee verticali,  facendole convergere in basso se sotto l’orizzonte, in alto se sopra ad esso; di solito non ci facciamo caso, ma a fianco dei bordi di una foto possono disturbare, a meno che l’effetto non sia voluto, motivato.


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Chiocciola: scala in legno vista dal basso

T: da sdraiato, con flash integrato + ausiliario.

E: nessuno, a parte non avere un obiettivo grandangolare con maggiore apertura (più corto).

Pp: taglio.

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Simmetrie: la coppia intenta a leggere e le loro bottiglie sembrano posizionati di proposito.

T: mi sono posizionato in modo che la panchina venisse visualizzata in linea col vicolo.

E: a foto è sfocata, probabilmente tra una bici di passaggio e un pedone ho toppato la messa a fuoco.

Pp: il vicolo ha subito una deviazione direzionale, ovvero, mettendo “in squadra” la facciata il vicolo resta “storto”; schiariti i capelli della ragazza per contrastare lo sfondo; taglio.

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Rombi: foto geometrica, valido il verde-bianco-rosso.

T: niente in particolare.

E: NP.

Pp: taglio, un po’ brutto in alto, forse era meglio più alto ricostruendo l’angolino centrale della grondaia con i mattoni.

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Cornice leccio: visuale sulle torri dal giardino in cima alla torre Guinigi.

T: incorniciatura con rami.

E: tagliata la base della torre di sinistra; non aver segato materialmente la ringhierina in metallo in basso a sinistra.

Pp: sarebbe stato opportuno eliminare la ringhierina. Poca voglia.

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